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PIANO ANNUALE DELLE RICERCHE
PROGRAMMAZIONE 2006
Titolare della ricerca:
Prof. Bartolo ANGLANI
Titolo della ricerca:
Lo sguardo nel romanzo
Obiettivi della ricerca:
Analizzare la funzione dello “sguardo” nei testi narrativi dal
Settecento al Novecento
Titolare della ricerca:
Prof. Mauro
de NICHILO
Titolo della ricerca:
Il
latino degli umanisti: lingua, letteratura, cultura
Obiettivi della ricerca
Obiettivo della ricerca sarà lo studio dell’uso del latino da parte
degli umanisti tra XIV e XVI secolo, e soprattutto la rifondazione, a
partire dall’imitazione dei classici, di alcuni generi letterari (come
epistolografia, dialogo, poesia bucolica, poema epico, storiografia). Al
di là degli esiti di questa operazione, visibili a breve e a lungo
termine nella civiltà letteraria dell’Italia del Rinascimento e del
Barocco e dell’Europa dei secoli XVI e XVII, va indagato il rapporto che
gli intellettuali ebbero con la tradizione medievale, sempre viva e
presente nella loro memoria, e le problematiche relative ad un rinnovato
uso della lingua latina in relazione alla questione del volgare e alla
definizione del canone letterario.
Titolare della ricerca:
Prof.ssa
Grazia DISTASO
Titolo della ricerca:
Varietà
di generi e identità letteraria
Obiettivi della ricerca:
Coerentemente con una linea di indagine che il gruppo di ricerca ha già
avviato negli anni scorsi, con risultati che si sono concretizzati in
convegni, monografie e contributi in rivista, si intende procedere ad
un’analisi degli elementi di continuità e di identità che rappresentano
il comune denominatore della pronunciata varietà della storia letteraria
italiana. L’indagine prenderà ovviamente le mosse a partire dal supremo
momento fondativo, rappresentato dalla fioritura delle cosiddette tre
‘corone’ (Dante, Petrarca e Boccaccio): esse rappresentarono per
l’appunto il primo grande slancio della cultura letteraria italiana e,
al tempo stesso, fornirono una duratura pluralità di modelli (satira,
lirica, storiografia, genere dialogico, narrazione etc.), che sono
rimasti attivi nel corso dei secoli, fino alla letteratura
contemporanea.
A questo scopo si focalizzeranno alcuni principali snodi letterari,
attraverso il recupero di testi inediti o poco noti e attraverso
ricerche tematiche, per illuminare i momenti di svolta della nostra
cultura nel corso dei secoli. L’attenzione sarà specificamente rivolta
alla grandiosa creatività dantesca (autentico atto di nascita della
unità nella varietà degli stili della letteratura italiana), alla
dialogistica e alla trattatistica umanistico-rinascimentale, alla
scrittura storiografica e politica e alla scrittura poetica (in
particolare bucolica). Particolare sarà inoltre l’attenzione riservata
alla scrittura drammatica, che sarà considerata in tutti i suoi
possibili aspetti, comico e tragico, pastorale e musicale: si segnala, a
questo proposito, che gli interessi del gruppo di ricerca sono da tempo
attenti alla produzione teatrale e all’analisi dei modelli teatrali: tra
questi ultimi, decisivo si rivela il ruolo di Boccaccio, le cui novelle
ispirarono non solo la gran parte della novellistica successiva, ma
ebbero anche un ruolo esemplare nei confronti della letteratura teatrale
a partire dall’età del Rinascimento. All’importanza del versante
drammaturgico nell’ambito della cultura letteraria (europea, non solo
italiana) sono stati dedicati costantemente sforzi ed energie dal gruppo
di ricerca (comprovati, da ultimo, dalla pubblicazione degli atti del
convegno Ragion di stato a Teatro, svoltosi nelle sedi
universitarie di Bari e di Foggia nel mese di aprile del 2002).
Titolare della ricerca:
Prof. Pasquale GUARAGNELLA
Titolo della ricerca:
La trattatistica in materia poetica e poematica tra la fine del
Cinquecento e l’inizio del Seicento
Obiettivo della ricerca:
L'unità di ricerca barese si propone di avviare uno studio filologico e
testuale (anche avvalendosi degli strumenti telematici messi a
disposizione dal Cibit) intorno ai Dialoghi di Torquato Tasso e al
trattatello poetico Della Magia d'Amore di Guido Casoni, non senza
introdurre nell'analisi riferimenti incrociati all'opera di autori quali
Angelo Grillo ed altri esponenti del contesto poetico e poematico
italiano (con particolare riferimento all'area meridionale) tra Cinque e
Seicento. Particolare attenzione verrà riservata alle soluzioni
linguistiche e retoriche adottate dal Tasso, principalmente con
riferimento ai Dialoghi, ma con possibili interazioni con le altre opere
poetiche, in una illustrazione che tenga conto di tutti i più recenti ed
aggiornati contributi all'esegesi e all'analisi della poesia tassiana.
Detta analisi partirà naturalmente da un discrimen tra produzione
poetica in senso stretto e produzione poetico-religiosa (in cui
rientrano, ad esempio, alcuni tra gli ultimi testi del Tasso e gran
parte della opera del Grillo). Una analoga procedura di analisi verrà
proposta per il trattatello casoniano, dove l'attenzione si focalizzerà
essenzialmente sugli strumenti retorici e del linguaggio figurato scelti
dall'autore. Una volta uniformato l'iter metodologico, l'unità di
ricerca barese si propone di avviare una ricerca in rete che faccia
riferimento tanto al patrimonio poetico nazionale dei secoli di
riferimento (Cinque e Seicento) quanto al coevo patrimonio della
tradizione romanza europea. Un 'capitolo' della ricerca sarà dedicato in
questo senso al ruolo e alla produzione delle poetesse di primo
Seicento, particolarmente attive nell'Italia meridionale e in ambiente
accademico. Con ulteriore riferimento alla produzione poetica del Tasso,
è forse utile menzionare il processo di riconsiderazione che
particolarmente la produzione dialogica dell'autore sta ricevendo negli
ultimi anni, anche in virtù di alcune nuove riflessioni prodotte (e
possibili) sui contenuti delle Lettere, in molti casi programmatiche a
modi e contenuti dei Dialoghi stessi. I corpora considerati
nell'analisi, di ampio respiro, comprenderanno anche testi ulteriori
della produzione casoniana (oltre alla trattatistica della Magia
d'Amore, anche Il Teatro poetico e Il Giuoco di fortuna). L'analisi dei
testi di fine Cinquecento costituirà inoltre la base per la verifica
delle opzioni retoriche e teorico-poetiche maturate nella trattatistica
del secolo XVIL.
Titolare della ricerca:
Prof. Antonio LUPIS
Titolo della ricerca:
Bibliografia automatica della lessicografia storica italiana
Obiettivi
della ricerca:
E' appena apparsa la Bibliografia definitiva a stampa del Grande
Dizionario della Lingua Italiana della UTET (Torino 2004), dizionario di
riferimento di tutti gli studiosi di letteratura e filologia italiana.
E' assolutamente insoddisfacente e zeppa di gravissimi errori filologici
e cronologici. Né è in grado di rinviare per le opere antologiche o in
più volumi con esattezza ad Autore, opera, data. Un bisogno, questo,
primario nella lessicografia, ma anche per chiunque utilizzi a scopo
ricognitivo un lessico storico. Tali limiti, già segnalati in Lupis A.,
Rinunzia avanti a nodaro, e non corretti, possono trovare
soluzione in un data base dedicato, già in corso di allestimento, che,
grazie all'inserimento di ogni scheda della bibliografia utilizzata
dailla lessicografia storica italiana, sia in grado di rispondere con
esattezza al quesito sul quando e chi ha scritto quale opera i cui
lacerti appaiono ad illustrazione di un lemma dei dizionari. La ricerca,
che può essere contenuta in due anni circa di lavoro complessivo, deve
seguire due linee di sviluppo:
1) Allestimento del gestore / motore di ricerca del data base;
2) Inserimento delle schede bibliografiche.
Per il primo passaggio si è privilegiato il software della ACI francese
4D 2004 Developer edition, perché più potente e flessibile fra
tutti e già ben noto ai proponenti la ricerca. L'implementazione del
data base deve di necessità passare attraverso la ricognizione "fisica"
di tutte le opere, nella medesima edizione, utilizzate dagli autori di
lessicografia storica in Italia (da Crusca 1612 a GDLI). E' questo
l'aspetto più delicato dell'intera ricerca (cfr. la bibliografia
allegata di Lupis A.), perché i miglioramenti e le correzioni agli
scarni dati ricavabili dalle bibliografie a stampa sono esclusivamente
deducibili da queste fonti primarie, ovviamente non tutte disponibili
presso un’unica biblioteca.
Titolare della ricerca:
Prof. Vitilio MASIELLO
Titolo della ricerca:
Viaggiatori dell’Adriatico. Scrittura e percorsi di viaggio
Obiettivi della ricerca:
Il progetto, sviluppato in partenariato dalle Università e dagli Enti
locali delle Regioni orientali e occidentali dell’Adriatico, è elaborato
sulla base dell’Asse 1, Misura 1.3, secondo le definizioni, tipologie di
intervento e tematiche esemplificative delle azioni 1.3.3 e 1.3.5.
Pertanto si propone di rafforzare il senso della comune identità
dell’area transfrontaliera adriatica, mediante l’istituzione di un
Centro di Studi Internazionali sul Viaggio Adriatico. Attività del
Centro saranno: l’individuazione, catalogazione, riorganizzazione, e
valorizzazione di un patrimonio condiviso di testi letterari e
documentali della scrittura di viaggio dell’area adriatica, attualmente
disperso. Il progetto è rivolto anzitutto a potenziare il sentimento
della comune appartenenza ad una identità adriatica condivisa che
accomuna l’intera area transfrontaliera, grazie al recupero di un
patrimonio culturale oggi a rischio in quanto in parte disperso e non
identificato come elemento di appartenenza e specificità di area
adriatica. Si prevede la ricerca e catalogazione (in rete), sui fondi
librari e manoscritti del sistema bibliotecario pubblico e privato delle
due sponde adriatiche, di documenti della scrittura di viaggio (a es.
lettere, guide, diari, relazioni di ambasciatori, racconti di viaggio,
ecc.). La schedatura e lo studio di tali materiali verranno organizzati
diacronicamente, per secoli, e per tipologia di viaggio, (a es. dai
pellegrinaggi al Grand Tour, ai soggiorni termali, alle
spedizioni archeologiche, ai percorsi dei mercanti, agli scambi politici
e culturali, ecc.). Dapprima si prevede di procedere alla catalogazione
tradizionale, secondo gli standard comunitari nel trattamento dei
metadati. L’impiego di strumentazione digitale sarà volto alla
costituzione di un data-base. Verrà creata una Biblioteca virtuale
(testi, cataloghi e studi) del viaggio adriatico, che troverà
collocazione nel Portale internet sull’area transfrontaliera del viaggio
adriatico, che verrà attivato dal Centro Studi.
Titolare della ricerca:
Prof. Pierfranco MOLITERNI
Titolo della ricerca:
Dopo la scapigliatura. forme e contenuti dell’opera italiana tra ‘800 e
‘900
Obiettivi della ricerca:
Durante il ventennio 1870-1890, la tradizione operistica italiana
registrò l’esaurimento delle risorse linguistiche e strutturali,
affrontando una crisi di identità avvertita non tanto dal pubblico
(socialmente allargato e desideroso di riconoscersi nella spettacolarità
offerta dalla Grande Opera ‘nostrana’, frutto della tardiva importazione
di quello francese degli anni ’40 e ’50 del XIX secolo) quanto dai
musicisti memori dell’importante dibattito sull’opera sorto quasi dieci
anni addietro in seno all’eterogeneo ambiente della Scapigliatura
milanese. Nel melodramma italiano a cavallo di Otto e Novecento questo
filone “estetizzante” individuò uno dei suoi rappresentanti più illustri
in Luigi Mancinelli, strenuo sostenitore di un teatro lirico da camera
elitario e raffinato, nel quale i personaggi divengono entità astratte e
meri pretesti per confezionare pagine musicali ricche di sapienza
costruttiva e di pura bellezza timbrica. Le opere di questa figura
d’artista “bifronte”, direttore d’orchestra/compositore, si prestano a
fungere da ideale anello di congiunzione tra i lasciti più significativi
della Scapigliatura.Lo studio sistematico dello scambio epistolare tra
Luigi Mancinelli e l’amico ed estimatore Arrigo Boito si presenta allora
come un campo d’indagine assai fruttuoso per una migliore comprensione
dell’influsso che le teorie melodrammaturgiche scapigliate e gli
istituti metrici e formali di conio boitiano esercitarono sulla
produzione operistica italiana del decennio 1880-1890.
Al progetto d’avvio se ne potrà affiancare una interessante e affatto
originale parte che, per l’appunto, attende di essere studiata perché
vuole indagare la produzione degli operisti dell’Italia centro
meridionale (Petrella, Usiglio, Dell’Orefice, De Giosa) attivi
nell’ultimo ventennio del XIX secolo, attraverso la osservazione dei
tratti stilistici più marcatamente debitori all’opera di Arrigo Boito o
che da quella se ne allontanano rigettandone i presupposti
‘modernistici’.
Nella fattispecie, particolare attenzione scientifica sarà riservata
all’opera di Nicola De Giosa compositore e direttore d’orchestra nativo
di Bari (allievo al conservatorio di Napoli di Zingarelli e Donizetti,
famoso direttore al S. Carlo) il quale ebbe una lunga controversia con
Verdi in relazione alla questione del ‘diapason’ orchestrale e del quale
contrastò la fase boitiana tornando invece, pervicacemente e con
incredibile successo, ai modelli rétro della tradizione del melodramma
storico-locale e/o giocosa-napoletana con opere che attendono ancora
oggi di essere studiate e analizzate dal versante, appunto antiboitiano,
della riproposizione di un gusto tipicamente italiano-napoletano in
netta controtendenza col movimento musicale europeo. L’intiera opera di
De Giosa è del tutto sconosciuta, inedita e mai studiata.
Titolare della ricerca:
Prof. ssa Domenica PASCULLI
Titolo della ricerca:
Cultura controriformata e nuova edilizia barocca: i Seminari
vescovili
Obiettivi
della ricerca:
Questo 60% sarà vincolato al prossimo progetto MIUR domanda Cofin
2006-2008 Obiettivo primario del progetto è quello di mettere a fuoco lo
studio del fenomeno della costruzione dei palazzi destinati a Seminari
vescovili.
Tale fenomeno è provocato dai dettami della Controriforma, che determina
una acculturazione del clero destinando ad essi strutture di formazione.
Dunque i Seminari vescovili saranno presenti, nell’assetto urbano,
sempre vicino ai già esistenti Palazzi vescovili.
Si veda il caso sintomatico,in ambito storico-artistico, del Seminario
vescovile di Bari attiguo al palazzo vescovile e realizzato dal famoso
architetto napoletano Domenico Antonio Vaccaio
Titolare della ricerca:
Prof. Mario SECHI
Titolo della ricerca:
Futurismo e altre avanguardie in Italia meridionale
Obiettivi della ricerca:
Il progetto mira a ricostruire la mappa della diffusione geo-culturale
del fenomeno futurista nell’area meridionale e insulare. In particolare
saranno sondate e archiviate fonti ancora disperse o ignote, nell’ambito
della Puglia e della Sicilia, con sconfinamenti mirati nel resto del
Mezzogiorno continentale.
Titolare della ricerca:
Prof. Francesco TATEO
Titolo della ricerca:
Biblioteche pubbliche e biblioteche private tra Medioevo e Umanesimo
Obiettivi della ricerca:
La ricerca sarà orientata verso la ricostruzione del ruolo delle
biblioteche, pubbliche e private, nel momento di passaggio dal Medioevo
all’Umanesimo e, in particolare, dell’importanza che i manoscritti di
Petrarca ebbero in questo scenario. Oggetto specifico di indagine
saranno i libri ‘napoletani’ di Petrarca, in ragione dell’importanza
fondamentale che il soggiorno meridionale ebbe nella biografia
petrarchesca, nonché l’incidenza che la presenza di Petrarca a Napoli
ebbe sulla cultura meridionale di età moderna.
Titolare della ricerca:
Prof. Pasquale VOZA
Titolo della ricerca:
Brevità e scrittura nel Novecento meridionale: raccontare/non raccontare
nei sud
Obiettivi della ricerca:
Se è vero, come parte della critica più recente avverte, che il legame
di reciproco sostegno tra romanzo e dimensione nazionale della cultura
trova molte conferme, almeno dal Settecento alla fine dell’Ottocento in
modo più compatto, ma poi anche oltre, allora è necessario concentrarsi
sulla comunicazione spezzata, rapsodica, frammentata che il secondo
Novecento mette in campo quasi come un avvertimento dell’impossibilità
di formare storie in relazione all’impossibilità di definire ancora
confini certi. Questo, certamente, accade in modo diverso rispetto alle
esperienze primonovecentesche (la prosa d’arte, il frammento) che, pure
nella loro brevità fratta, anelavano in realtà a una completezza sentita
irraggiungibile ma non perciò meno desiderata. La brevità, nel nostro
caso di analisi, diviene non solo quantitativa, ma anche categoriale, un
paradigma di antinaturalismo definitivo che lavora già in seno al
neorealismo, per poi incontrare forme diverse di saperi e linguaggi
negli anni Sessanta e Settanta e precipitare in una consacrazione
teorica nella celebrazione calviniana delle Lezioni Americanee ancor più
radicalmente nella assunzione che il Postmodernismo ne compie quasi di
necessità. Spunti interpretativi importanti giungono anche dagli studi
post-coloniali, se pensiamo alla proposta di Edward Said della non
–narrazione, e anche, di altro segno, alle suggestioni quanto mai varie
della galassia poststrutturalista, dal decostruzionismo ai movimenti
anti sistema. L’ingresso massivo sulla scena letteraria di nuovi
soggetti scriventi su scala planetaria, la nuova dimensione
antropologico-testimoniale assunta dalla letteratura in epoca di
globalizzazione e l’influenza di codici comportamentali e comunicativi
improntati alla velocità hanno avuto un peso determinante nell’idea di
letteratura, che vede nella brevità un fenomeno tutto da analizzare.
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